Ogni tanto, come Duchamp,
prendo un orinatoio, lo capovolgo
e lo intitolo "Madonna Velata"
(ma nella maggior parte dei casi
faccio l'esatto contrario).

Halbert Mensch

 

Allo shoefiti sono state date altre e più leggere spiegazioni, sostenendo che il lancio delle scarpe sia legato alla fine della scuola o ad un imminente matrimonio.[1] In alcune parti del mondo il lancio delle scarpe è legato alla perdita della verginità,[1] infatti alcuni giovani lanciano le scarpe sui cavi del telefono per annunciare ai loro coetanei la loro prima esperienza sessuale. Le origini dello shoefiti sono state accostate all’ambito militare, dove i soldati avevano l’abitudine di legare tra loro gli anfibi militari, spesso dipinti di colori accesi, e lanciarli come rito di passaggio o per festeggiare la fine del servizio di leva.[1] Altre spiegazioni sono ricollegabili al fenomeno del bullismo o semplicemente dettate dalla noia e dall’ubriachezza, oppure come istinto umano di lasciare il segno o ancor più semplicemente per sbarazzarsi di scarpe vecchie e logore. In ogni caso questo fenomeno ha dato adito alle più disparate leggende metropolitane.

Shoefiti - Wikipedia

Secondo me è la noia la vera ragione: la noia è il motore di tutto in quest’assurda vita.

Nel 1998 escono alcuni singoli, tra cui Let’s Shake Hands e Lafayette Blues, che costituiscono il preludio al loro primo omonimo progetto discografico, The White Stripes, pubblicato nel 1999, descritto dalla band come «il più arrabbiato, crudo e potente» che abbiano mai prodotto. Si tratta di un album “difficile”, scarsamente apprezzato dalla maggior parte dell’audience, che tuttavia contiene alcuni pezzi interessanti, tra cui The Big Three Killed My Baby, feroce attacco allo sfruttamento umano di alcune case automobilistiche statunitensi degli anni sessanta e settanta, e Screwdriver, pezzo molto intenso al quale il duo è molto affezionato, in quanto si tratta della loro prima canzone in assoluto; non a caso, la suonano praticamente in ogni loro concerto dal vivo. Negli ultimi anni, l’album è stato comunque rivalutato per la sua grande carica innovativa e per l’originalità dello stile.

Non ci sono messaggi edificanti per i perbenisti, né messaggi non edificanti per i perbenisti che fanno finta di non esserlo. Non ci sono proprio messaggi. Gli unici messaggi sono le scritte dei titoli.