Ogni tanto, come Duchamp,
prendo un orinatoio, lo capovolgo
e lo intitolo "Madonna Velata"
(ma nella maggior parte dei casi
faccio l'esatto contrario).

Halbert Mensch

 

Con tutto questo in mente alla fine un uomo può fare una scelta: razionale ma anche e soprattutto etica. Una volta che si hanno davanti tutti i pezzi del puzzle della vita su questo pianeta ci si rende conto che spesso le scelte che paiono più atroci sono paradossalmente le più caritatevoli. Non pretendo di avere l’ultima parola e neppure di avere in mano tutti i pezzi di questo immenso puzzle ma prima di aprire bocca e prima di giudicare gli altri bisognerebbe fermarsi cinque minuti e pensare.

L’altro giorno l’ex ministra, ma tuttora deputata, è stata insultata al supermercato da due persone. Il ministro dell’Interno, suo collega di partito, dà la colpa dell’episodio ai “cattivi maestri”: tra i quali, probabilmente, vanno annoverati tutti coloro che non dimenticano, e continuano a ricordarlo a chi l’ha dimenticato, come e perché la signora Carfagna sia entrata in politica e abbia fatto carriera. La presidente della Camera ha espresso solidarietà alla collega di seggio in una “lunga e affettuosa telefonata”: evidentemente, lo spirito di casta ha sempre il sopravvento sulla decenza.

Insomma, io non so se stracciarsi le vesti per il fatto che un assassino fosse clandestino denoti un atteggiamento razzista.
Quello che so per certo è che denota stupidità.

Non esiste alcuna discussione perché siete dei fanatici che non capite un cazzo di vita, biologia e benessere degli animali come si vede dalla foto in cui tenete quel povero coniglio in braccio. Quei conigli sono così delicati che abbracciarli in quel modo potrebbe fargli venire un infarto. Tra l’altro gli avete “spalmato” tanti di quegli antigeni che quel coniglio è spacciato comunque.

Penso che la finzione ci abbia fatto il lavaggio del cervello. Io sarei stata elettrizzata a fare un ritrovamento del genere, e non avrei supposto selvaggiamente di aver scoperto un mosasauro o un altro mostro marino estinto. È quello che è, ed è già sufficientemente affascinante.

Ha capito anche che la natura non è “comprensiva” o “buona” come certi “alternativi” pensano, è assolutamente indifferente ai nostri desideri e le malattie, i virus, la morte, sono tutti naturali, i veleni anche. L’uomo è riuscito con il progresso a controllare e sconfiggere il male e la sofferenza, anche questo è naturale, è progresso, evoluzione, siamo il miglior risultato che possa aver dato la natura ed è il rifiuto del progresso ad essere contro natura.

Le emozioni inespresse non moriranno mai. Sono sepolte vive e usciranno più avanti in un modo peggiore.

S. Freud (via zozzangle)

(Fonte: ironapples)

dolore

/do’lore/ s.m. [lat. dolor -ōris, der. di dolēre “sentir dolore”]. - 1. [qualunque sensazione di sofferenza provocata da un male fisico, con le prep. di, in o anche assol.: d. di testa; avere un d. in un fianco; essere pieno di d.] ≈ male, malessere, sofferenza. ↓ dolenzia, indolenzimento. 2. (fig.) a. [il soffrire moralmente] ≈ afflizione, angoscia, dispiacere, patimento, pena, sofferenza, tristezza. ↑ disperazione, strazio, tormento. ↓ amarezza, cruccio, dispiacere. ↔ contentezza, gioia, piacere. b. [in funzione di pred., chi è causa di afflizioni, di sofferenze: quel figlio è stato sempre un gran d. per la sua povera mamma] ≈ cruccio, dispiacere, pensiero, preoccupazione. ↔ aiuto, soddisfazione, sollievo. 3. (teol.) [il pentirsi dei peccati commessi] ≈ contrizione, pentimento, rimorso.

[⍈ SOFFRIRE]

L’ineccepibilità formale c’è stata nel magistrale uso dello strumento retorico col quale il suo drammatico allarme alla casta di cui è autorevole membro si è trasformato in un nobile appello al paese: è sembrato gorgheggiasse «stringiamci a coorte, Italia chiamò», ma in pratica ha detto «ok, teste di cazzo, vi salvo il culo, ma ora collaborate, ché non potrò salvarvelo più». Riuscirci non era facile, ma c’è riuscito.

Essere saggi è solo una questione di equilibrio fra intelligenza e amor proprio: più uno si ama più deve essere intelligente, ma se non si ama troppo gli basta poco per essere saggio.